TEATRO DEI MARSI. LA VERA ANIMA DI MICOL PICCHIONE: ARTISTA POP

Emanuela Scipioni Cardilli

AVEZZANO – L’ appuntamento del cartellone della stagione musicale 2019/2020 organizzato da “Harmonia Novissima” direttore artistico Massimo Coccia, è per gli amanti della musica pop con l’artista Micol Picchione.

Stivali al ginocchio con tacchi a spillo da capogiro, jeans, canotta nera con la scritta “Let’s play together”, una lunghissima coda da cavallo. Così si è presentata al pubblico Micol Picchione per il secondo appuntamento del suo “Micol arparock street music tour“, al Teatro dei Marsi.  Un outfit decisamente da popstar. Micol inizia lo spettacolo con i brani che l’hanno fatta conoscere al pubblico, gli arrangiamenti di famosi pezzi dei più grandi musicisti rock: Pink Floyd, Bruce Springsteen, Dire Straits, Queen… e ci racconta, tra un brano e l’altro, il suo viaggio nella musica.  Quando parla Micol è lievemente impacciata, non è sicura abbastanza come invece appare quando abbraccia la sua arpa. Ci narra dei suoi inizi con la musica classica, quando fu chiamata come arpista nei concerti del M° Riccardo Muti. Già allora Micol, quando era in pausa dalle prove, scappava in camerino ad arrangiare, con l’arpa, vari stili di musica. Era difficile per lei far conoscere la sua vera anima, ma quello che sentiva fortemente era che voleva andare al di là della buona esecuzione e misurarsi con altri generi musicali. Così comincia ad esibirsi nelle piazze,   fino a quando un critico di musica rock  la nota  e la invita più volte a suonare nella sua trasmissione. La PFM -la Premiata Forneria Marconi-  la vuole per aprire i suoi concerti e Micol si misura con De Andrè. Anche qui, sul palco del Teatro dei Marsi, il risultato è notevole. Suona da sola o accompagnata da un basso e dalla batteria, ma qualcosa non torna. Penso, è brava ma non è autentica come un vero artista deve essere. Appariva eccessivamente costruita nei movimenti, un po’ come l’avvenente pianista Lola, conosciuta in tutto il mondo, che alla fine finisce per distrarre dall’ascolto.

E poi, finalmente la rivelazione. Micol va dietro le quinte, cambia gli stivali (eh signori, quando una donna sceglie le scarpe…), adesso calza un tronchetto argento rigorosamente a spillo, e prende l’arpa elettrica. Scende tra il pubblico in platea e suona i suoi pezzi inediti. Reggetevi forte: disco music! Paradise, Velvet space, Play, Freestyle, Caribe, Arpa libre, quest’ultima dedicata, come dice lei stessa, al famoso cocktail. Ecco Micol nella sua vera pelle, non è più costruita, diventa un animale da palcoscenico, una vera pop star, è autentica, questa è la sua vera anima. Il coinvolgimento del pubblico è totale. Si unisce ancora uno strumento: la sua suadente voce. Una pop star che sarà conosciuta a livello internazionale se avrà il coraggio di essere autentica. Non esistono generi di serie A e serie B, esiste solo la buona o la cattiva musica.

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