Negli ultimi giorni, con l’avvicinarsi della campagna elettorale, ad Avezzano sembra essere ripartita a pieno regime quella che molti cittadini ormai definiscono senza mezzi termini “la macchina del fango”. Una strategia politica vecchia quanto la politica stessa: non confrontarsi sui programmi, sulle idee o sui risultati amministrativi, ma tentare di delegittimare l’avversario attraverso attacchi sistematici, insinuazioni e campagne coordinate sui social network.
A far discutere è soprattutto il clima che si sta creando attorno al sindaco uscenteGianni Di Pangrazioe a chi, pubblicamente o semplicemente sui social, esprime vicinanza politica o sostegno alla sua amministrazione.
Non si tratta più soltanto degli attacchi politici portati avanti dal giornale riconducibile all’ex sindacoGabriele De Angelis, ormai da tempo impegnato in una linea editoriale apertamente contrapposta all’attuale amministrazione. Il livello dello scontro sembra essersi spostato anche sul terreno digitale, dove diversi utenti segnalano una crescita anomala di profili fake, account coordinati e segnalazioni di massa contro pagine e profili social ritenuti vicini al sindaco Di Pangrazio.
Un fenomeno che non passa inosservato. Post rimossi temporaneamente, limitazioni improvvise degli account, contenuti segnalati in maniera seriale: dinamiche che, secondo molti osservatori, non avrebbero nulla di spontaneo ma sembrerebbero seguire una precisa logica di pressione politica online.
La sensazione è che si stia tentando di spostare il confronto democratico dal terreno del dibattito pubblico a quello dell’intimidazione digitale. Chi esprime una posizione politica diversa viene bersagliato, etichettato o silenziato attraverso strumenti che nulla hanno a che vedere con il confronto civile.
Ed è proprio questo il punto centrale della questione: in una campagna elettorale normale dovrebbero parlare i programmi, le opere realizzate, le proposte per il futuro della città. Invece, ancora una volta, si assiste a un clima avvelenato dove l’obiettivo sembra essere colpire le persone più che discutere i contenuti.
Avezzano merita una campagna elettorale diversa. Una campagna fatta di idee, di visioni amministrative e di confronto trasparente davanti ai cittadini. Perché quando entrano in campo fake news, bot, segnalazioni coordinate e campagne denigratorie, a perdere non è solo un candidato o una parte politica: perde il dibattito democratico stesso.





