Agricoltori in strada mercoledì
prossimo 21 ottobre contro il caro gasolio e l’aumento dei costi
di produzione. Coldiretti Abruzzo manifesterà all’Aquila davanti
all’Emiciclo, sede del Consiglio regionale, mentre la Cia
porterà la protesta a Roma, davanti alla Camera dei deputati. Al
centro della mobilitazione aquilana c’è la richiesta alla
Regione di introdurre uno sconto retroattivo sul gasolio
agricolo utilizzato e da utilizzare tra giugno e dicembre 2026.
“Il caro gasolio è diventato un problema che non può più essere
rinviato”, afferma il direttore di Coldiretti Abruzzo, Marino
Pilati. “Ogni ulteriore rincaro erode margini già ridotti,
mettendo a rischio la sostenibilità delle attività”.
Per il presidente regionale Pietropaolo Martinelli, gli
agricoltori “non possono fermare i trattori, rinunciare alle
lavorazioni o continuare ad assorbire aumenti che non dipendono
da loro”. A Roma la Cia denuncerà invece il divario tra prezzi
riconosciuti ai produttori e quelli pagati dai consumatori.
Secondo i dati Ismea citati dall’organizzazione, a settembre i
prezzi agricoli all’origine sono diminuiti del 3,5% su base
annua, con cali del 42% per l’olio d’oliva e dell’11,4% per la
frutta. Ad agosto, intanto, i costi dei mezzi correnti di
produzione delle coltivazioni erano aumentati dell’8,4%.
“Non chiediamo privilegi, ma la possibilità di continuare a
produrre con un reddito dignitoso”, sottolinea Domenico Bomba,
presidente di Cia Chieti-Pescara.
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