Il procuratore generale di Perugia
Sergio Sottani ha presentato ricorso in Cassazione contro la
sentenza della Corte d’appello del capoluogo umbro nel processo
bis di secondo grado per la tragedia dell’hotel Rigopiano.
L’impugnazione, articolata in 21 pagine, si concentra in
particolare su tre punti: la posizione dell’ex sindaco di
Farindola Ilario Lacchetta, quella del tecnico comunale Enrico
Colangeli e il calcolo dei termini di prescrizione.
Sul primo punto, il procuratore generale contesta
l’esclusione della responsabilità di Lacchetta. Secondo il
ricorso, anche in assenza della Carta di localizzazione del
pericolo valanghe il sindaco era titolare di autonomi obblighi
di prevenzione e intervento, in qualità di garante della
pubblica incolumità.
La seconda contestazione riguarda l’assoluzione di
Colangeli, all’epoca funzionario dell’ufficio tecnico comunale.
Per il procuratore generale, anche il tecnico aveva una
posizione di garanzia derivante dal Testo unico degli enti
locali e dalla legge regionale. Il suo ruolo comprendeva inoltre
la partecipazione alla commissione comunale per la prevenzione
del rischio valanghe.
Il terzo punto investe tutti gli imputati e riguarda la
prescrizione. Sottani in particolare nel ricorso propone una
diversa e costituzionalmente orientata interpretazione
dell’articolo 157 del codice penale, affinché il raddoppio dei
termini sia applicato anche all’omicidio colposo plurimo e non
come attualmente previsto per il solo disastro colposo.
La tragedia risale al 18 gennaio 2017, quando una valanga
travolse e distrusse l’hotel Rigopiano, causando la morte di 29
persone.
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