L’assemblea del Consorzio di
gestione “Cogevo” Termoli, sulla base delle indicazioni
dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del
Molise (Izsam), ha deliberato la ripresa della pesca del
cannolicchio nel compartimento marittimo locale, dopo molti mesi
di fermo totale. La pesca sarà consentita due giorni a
settimana, il lunedì e il mercoledì, con un limite di 100 kg al
giorno per imbarcazione, fino a dicembre e nel solo tratto di
mare denominato Conchiglia Azzurra. Restano invece chiuse le
aree del Trigno e di Petacciato.
Si tratta di una scelta di grande responsabilità. La
normativa nazionale consentirebbe infatti di pescare fino a
quattro giorni a settimana, per 300 kg al giorno per
imbarcazione. Le imprese del Cogevo Termoli hanno scelto di
ridurre in modo sostanziale le proprie possibilità di prelievo,
aderendo con senso di maturità alla cautela raccomandata
dall’ente scientifico. Sono previsti ampi spazi di manovra per
il recupero della giornata da parte delle imprese che, a causa
di condizioni meteo-marine avverse o per altri motivi, non
riescano a uscire in mare.
Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente Matteo Di
Candia, che vede finalmente una speranza di ripresa per
un’attività economica rimasta ferma troppo a lungo.
All’assemblea ha preso parte Walter Graziani, direttore
generale dell’Organismo nazionale di programmazione dei consorzi
di gestione. Nel suo intervento ha voluto rasserenare gli animi
di un comparto che:”sta attraversando una grave crisi, legata
alla situazione energetica, dando atto di come il Governo,
attraverso il ministro Lollobrigida e con gli ultimi
provvedimenti adottati, stia dimostrando la propria vicinanza
alle imprese del settore”.
Nel corso dell’assemblea è emersa anche la preoccupazione
delle imprese per l’obbligo, imposto dalla Commissione europea,
di installare i dispositivi di monitoraggio sulle draghe
idrauliche turbosoffianti. Il presidente Di Candia, pur
prendendo atto dell’inevitabile necessità di adeguarsi, si è
detto ancora fiducioso di poter ottenere una deroga per il
comparto, tenuto conto che l’esigenza è avvertita dalla totalità
delle imprese italiane.
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