L’AQUILA – La corsa alla successione di Pierluigi Biondi entra nel vivo e Fratelli d’Italia prova a mettere le mani sulla candidatura a sindaco del capoluogo abruzzese. A tracciare la rotta è lo stesso primo cittadino che, intervenuto alla trasmissione Polis su LaQtv, nel corso dell’intervista condotta da Giustino Masciocco, ha delineato tempi, metodo e criteri politici per individuare il candidato del centrodestra.
L’obiettivo è evitare che la ricerca di un accordo tra le diverse anime della coalizione si trasformi in una lunga trattativa, con il rischio di arrivare impreparati all’appuntamento elettorale. Un errore che, secondo la lettura politica emersa dall’intervento di Biondi, avrebbe già pesato sulle Regionali del 2024, quando Fratelli d’Italia all’Aquila si fermò al 18,1%. Un precedente che rappresenta un campanello d’allarme sui possibili effetti dei ritardi nelle decisioni.
Sul futuro candidato, Biondi non ha fatto nomi definitivi, ma ha rivendicato con decisione il ruolo di Fratelli d’Italia nella scelta. Il sindaco si è detto infatti ragionevolmente convinto che sarà proprio il suo partito a esprimere il prossimo aspirante primo cittadino, pur riconoscendo l’autorevolezza di altri esponenti del centrodestra, come Roberto Santangelo di Forza Italia e i leghisti Luigi D’Eramo ed Emanuele Imprudente.
Il passaggio politicamente più significativo riguarda però gli equilibri interni a FdI. Biondi ha richiamato le differenti scelte compiute negli anni dagli esponenti del partito, distinguendo chi ha intrapreso percorsi parlamentari o regionali da chi ha continuato a lavorare nell’amministrazione comunale.
Una riflessione che assume il significato di una precisa rivendicazione di spazio per la classe dirigente rimasta sul territorio. Secondo il sindaco, il continuo passaggio da un incarico istituzionale all’altro rischierebbe di alimentare tensioni e complicare gli equilibri interni, penalizzando chi ha investito il proprio percorso politico nell’attività amministrativa cittadina.
Un ragionamento che sembra rivolgersi soprattutto al senatore Guido Liris e alla sottosegretaria Fausta Bergamotto, senza tuttavia tradursi in un’esclusione esplicita. Il messaggio appare comunque chiaro: la candidatura a Palazzo Margherita non dovrebbe rappresentare automaticamente una nuova opportunità per chi ha già scelto di ricoprire altri ruoli istituzionali.
In questo scenario acquistano peso i nomi del vicesindaco Raffaele Daniele e dell’assessore Ersilia Lancia, entrambi indicati da Biondi come figure dotate non soltanto della credibilità necessaria per affrontare la competizione elettorale, ma anche delle potenzialità per vincerla.
Una valutazione che non equivale a un’investitura ufficiale e che non esaurisce il quadro delle possibili candidature. Tra gli esponenti della classe dirigente cresciuta nell’esperienza amministrativa aquilana figura infatti anche Livio Vittorini, presidente della commissione Bilancio, che nel 2022 scelse di conservare il proprio ruolo in Consiglio comunale anziché entrare nella giunta.
Resta poi il nodo dei tempi. Biondi ritiene che il centrodestra non possa attendere di conoscere gli sviluppi delle prossime elezioni politiche o l’eventualità di un ritorno anticipato alle urne per decidere chi dovrà guidare la coalizione nella sfida per il Comune.
Individuare il candidato con largo anticipo consentirebbe di rafforzarne la visibilità, definire una proposta amministrativa e consolidare i rapporti tra le forze politiche che sostengono l’attuale maggioranza, composta da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Azione e realtà civiche.
Quanto alle procedure, il primo cittadino ha richiamato il ruolo del tavolo nazionale del centrodestra, al quale spetta tradizionalmente il confronto sulle candidature nei comuni capoluogo. Un’intesa maturata direttamente sul territorio e successivamente sottoposta alla premier Giorgia Meloni potrebbe però accelerare sensibilmente il percorso.
A rendere più urgente la decisione contribuiscono anche i movimenti nel campo avversario. Il centrosinistra, riunitosi al San Filippo, ha mostrato segnali di compattezza e partecipazione, pur non avendo ancora individuato il proprio candidato sindaco. Una coalizione che, muovendosi con maggiore rapidità, potrebbe anticipare il centrodestra nell’apertura della campagna elettorale.
La partita per il dopo-Biondi, dunque, non riguarda soltanto il nome del candidato, ma anche i rapporti di forza all’interno di Fratelli d’Italia e la capacità della coalizione di arrivare unita all’appuntamento con le urne.
Il sindaco ha tracciato una linea politica che privilegia la continuità amministrativa e valorizza gli esponenti cresciuti nell’esperienza di governo cittadino. Resta da capire se questa impostazione troverà una sintesi condivisa nel partito e tra gli alleati oppure aprirà una nuova fase di confronto interno.
Una certezza, intanto, emerge dalle parole di Biondi: il centrodestra non può permettersi di perdere tempo. E la successione a Palazzo Margherita è già diventata una questione politica centrale per Fratelli d’Italia.


