All ore 04:35 circa del 5 novembre, l’Unità Operativa Automontata della Sottosezione di Polizia Stradale di Pratola Peligna interveniva presso l’Area di Servizio Monte Velino Sud sull’autostrada A25. La dipendente, in forte stato di agitazione, riferiva che poco prima un individuo, di sesso maschile, indossante un passamontagna le puntava contro una pistola asportando circa 1500 euro dalla cassa.
La donna forniva indicazioni utili sull’abbigliamento e il passamontagna utilizzati, notizie immediatamente riferite al C.O.P.S. di L’Aquila per diramare le ricerche dell’individuo inoltre, asseriva di non aver visto alcun tappo rosso sulla canna dell’arma. La visione dei filmati acquisiti confermavano che gli eventi erano in effetti decorsi come riferito.
La condotta delittuosa posta in essere cagionava alla vittima lesioni personali.
Alle successive ore 08.00 personale della Squadra PG della Sottosezione Polizia Stradale di Pratola Peligna subentrava al sopralluogo al fine di verificare tutti i sistemi di videosorveglianza interni ed esterni raccogliendo ulteriori utili notizie circa le modalità dell’evento delittuoso.
La visione di tutte le telecamere installate nel comune di Magliano de’ Marsi, in orario prossimo a quello dell’evento, permetteva di individuare il passaggio di un’autovettura che transitava due volte in direzioni opposte. Gli accertamenti consentivano di individuare l’auto e, da un controllo esterno, si aveva modo di rilevare che all’interno dell’abitacolo, posto sui sedili posteriori, si trovava un sotto-casco/passamontagna di colore nero con strisce bianche, compatibile con quello delle immagini dell’impianto di videosorveglianza.
Durante le perquisizioni veniva rinvenuto un oggetto compatibile con la presunta arma adoperata per la commissione del delitto, ovvero una pistola ad aria compressa priva di tappo rosso.
Pertanto, alle ore 15:32, stante gli elementi raccolti, veniva informato il Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Rieti il quale disponeva di associare l’uomo Comunitario, presso la Casa Circondariale di Rieti, in attesa dell’udienza di convalida.
L’uomo, all’atto del controllo esibiva una Carta di Identità Elettronica priva del microchip, asportato con precisione e dunque in maniera dolosa. Pertanto, essendo questo elemento strutturale ed essenziale per la sicurezza e la funzione identificativa, poiché contenente dati biometrici ed impronte digitali, si procedeva anche a deferimento in stato di libertà per i reati di cui agli artt. 477 e 482 c.p.


