Il bypass coronarico senza aprire
il torace, grazie alla chirurgia robotica: a Chieti è una realtà
consolidata, con risultati che collocano la Cardiochirurgia del
‘SS. Annunziata’ ai vertici nazionali tra i centri che
utilizzano questa tecnologia. Un’esperienza che sarà presentata
a Roma da Umberto Benedetto, direttore della Cardiochirurgia e
del Dipartimento Cuore della Asl Lanciano Vasto Chieti, al 33/o
Congresso nazionale della Società italiana di chirurgia cardiaca
(SICCH), in corso di svolgimento fino all’8 novembre.
Il programma robotico, introdotto al “SS. Annunziata” circa
un anno e mezzo fa, consente di prelevare l’arteria mammaria
interna, utilizzata per realizzare il bypass, senza incidere lo
sterno, che rimane integro. Un vantaggio significativo,
soprattutto per i pazienti con un rischio operatorio più
elevato, come le persone anziane o con obesità. I volumi di
attività confermano il ruolo di primo piano del centro teatino:
quest’anno sono stati eseguiti 67 interventi, che portano a 133
il totale delle operazioni realizzate con questa tecnica
dall’avvio del programma. Numeri che pongono Chieti tra i centri
italiani con la maggiore casistica.
“Il robot rappresenta una vera svolta, non soltanto per la
tecnica chirurgica, ma anche per il decorso postoperatorio –
spiega Benedetto -. Il paziente viene estubato già in sala
operatoria, prima ancora di uscirne, e spesso può tornare
direttamente in reparto, senza trascorrere la notte in terapia
intensiva. Al congresso presenterò anche il caso di un paziente
obeso e diabetico, che in precedenza non aveva trovato
disponibilità all’intervento proprio per i fattori di rischio
associati e che aveva dovuto ricorrere più volte all’impianto di
stent. Lo abbiamo operato con il robot: oggi sta bene e il suo
problema è stato risolto”.
L’esperienza di Chieti sarà illustrata oggi, nella sessione
‘New technologies’, con una relazione dal titolo ‘Robot-Assisted
Coronary Surgery in Italy: Current Indications, Patient
Selection, and Mid-Term Outcomes’. Benedetto approfondirà le
indicazioni della tecnica, i criteri di selezione dei pazienti e
i risultati a medio termine. Tra i dati presentati, che saranno
portati anche al Forum Risk Management di Arezzo a fine
novembre, un elemento particolarmente significativo: la
sopravvivenza registrata nei pazienti operati è del 100 per
cento.
Ai risultati della Cardiochirurgia guarda con particolare
interesse il direttore generale della Asl, Mauro Palmieri, che
intende sostenere ulteriormente un’attività considerata una
delle punte di diamante dell’offerta sanitaria aziendale.
“Abbiamo margini importanti di crescita e vogliamo sviluppare
nuove metodiche, coniugando innovazione tecnologica e competenze
professionali – anticipa Palmieri -. Chieti è già un punto di
riferimento, ma il nostro obiettivo è alzare ancora l’asticella,
investendo per offrire ai pazienti opportunità di cura sempre
più avanzate”.
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