Il timore che domani possa
materializzarsi “la dazione dell’ennesima mancia ossia
l’assegnazione di finanziamenti a enti e associazioni senza
alcun criterio oggettivo” ha spinto il consigliere regionale
abruzzese Luciano D’Amico, candidato alla Camera per il
centrosinistra nel collegio di Chieti alle suppletive di 15 e 16
novembre, a tenere oggi una conferenza stampa a Chieti, insieme
ai capigruppo in Consiglio regionale del Pd Silvio Paolucci e
del Movimento 5 stelle Francesco Taglieri. E questo a seguito
del rinvenimento casuale, hanno raccontato ai giornalisti, nei
bagni di una sede della Regione Abruzzo “di un elenco di quattro
pagine, riconducibile a un consigliere di maggioranza, con un
centinaio di beneficiari fra enti e associazioni della provincia
di Chieti, per un importo complessivo di 560.000 euro di fondi”.
“Qualora ciò dovesse accadere, a urne quasi aperte nella
provincia di Chieti, al problema gigantesco di assegnazione di
fondi senza criteri oggettivi – ha detto D’Amico – si
aggiungerebbe l’ulteriore problema di inquinamento del voto,
duramente represso dall’ordinamento che arriva al punto di
configurarlo come reato e di prevedere forme di reclusione. Il
finanziamento complessivo è di qualche decina di milioni,
probabilmente perché quello di cui stiamo discutendo è il minor
disavanzo sanitario. Il centrodestra ha presentato, come
risultato straordinario, l’abbassamento del disavanzo da meno
110 milioni a meno 80. Questo libererebbe 30 milioni che
dovrebbero essere destinati in parte al finanziamento di alcune
leggi regionali che attendono copertura finanziaria. E in parte,
temiamo noi, timore suffragato dal rinvenimento di questi
appunti – ha proseguito il consigliere di opposizione -, che
vengano destinati a enti e associazioni e a comuni amici e
questo non è accettabile nel 2026. Loro la chiamano manovra
d’aula, noi la chiamiamo legge mancia, cioè dazione di risorse
pubbliche senza alcun criterio. Di fronte a un atto del genere,
che riteniamo configuri un’ipotesi di acquisto del voto,
chiederemo il controllo agli organi preposti, la magistratura
ordinaria e la Corte costituzionale, che già si è espressa
contro queste che tecnicamente possiamo definire leggi
provvedimento, solleveremo anche un’eccezione di
incostituzionalità e chiederemo la verifica e il controllo. E se
dovesse emergere che è legittimo attribuire risorse con criteri
di assoluta discrezionalità a enti e associazioni amiche dei
consiglieri, vorrà dire che ci rassegneremo”.
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