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CONALPA L’AQUILA: «LA MONTAGNA NON È UN LUNA PARK. CHI LA FREQUENTA HA IL DOVERE DI RISPETTARLA»

Il danneggiamento del quaderno di vetta sul Corno Grande è un gesto che ferisce la memoria della montagna e richiama tutti a una riflessione sulla responsabilità individuale e collettiva

RedazionediRedazione
24 Ottobre 2026
inAmbiente,Attualità
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L’Aquila — Quanto accaduto al quaderno di vetta del Corno Grande, sul Gran Sasso, con pagine  strappate e materiali danneggiati, non può essere liquidato come un semplice episodio di incuria. È  un segnale preoccupante di una cultura della frequentazione della montagna che troppo spesso  dimentica il valore dei luoghi, la loro storia e il rispetto che meritano. 

La montagna non è un luna park. Non è uno spazio da consumare, un fondale per fotografie da  esibire o un palcoscenico sul quale lasciare il segno a ogni costo. È un ambiente naturale fragile, un  patrimonio collettivo e un luogo di memoria, fatica, silenzio e responsabilità. 

Un quaderno di vetta non è soltanto un insieme di pagine su cui annotare il proprio passaggio. È una testimonianza della presenza umana in alta quota, un archivio spontaneo di emozioni, incontri,  imprese e ricordi personali. Può custodire parole lasciate da chi non c’è più, frammenti di storie  familiari e tracce di generazioni di frequentatori della montagna. Danneggiarlo significa rischiare di  cancellare qualcosa che non potrà essere ricostruito. 

Il problema, tuttavia, va oltre il singolo episodio.Da tempo assistiamo a una visione sempre più  consumistica della montagna, trattata come un prodotto turistico da sfruttare, un luogo da  raggiungere rapidamente e utilizzare senza interrogarsi sulle conseguenze dei propri  comportamenti. Quando tutto viene ridotto alla prestazione, alla fotografia, alla conquista della  vetta o alla ricerca di un’esperienza da esibire, il rispetto rischia di diventare un optional. 

È una deriva culturale che deve far riflettere istituzioni, operatori turistici, associazioni e singoli  frequentatori. Promuovere la montagna senza promuovere, allo stesso tempo, educazione  ambientale, consapevolezza e rispetto significa alimentare un modello sbagliato di fruizione. Non  basta invitare le persone a salire in quota: occorre anche insegnare loro come starci. 

La responsabilità individuale resta fondamentale. Chi frequenta un ambiente naturale deve sapere  che ogni gesto ha un peso: non abbandonare rifiuti, non danneggiare strutture e testimonianze, non  alterare ciò che appartiene alla collettività. La libertà di vivere la montagna non può trasformarsi  nella pretesa di disporne a proprio piacimento. 

CONALPA L’Aquila richiama quindi l’attenzione sulla necessità di rafforzare una cultura della  montagna fondata sulla conoscenza, sulla tutela e sul senso del limite. È necessario restituire  centralità all’educazione ambientale, alla cura dei beni comuni e alla trasmissione di quei valori che  dovrebbero accompagnare ogni escursione: rispetto, sobrietà, responsabilità e consapevolezza. 

Auspichiamo che i frammenti recuperati del quaderno possano essere affidati ai soggetti competenti e che venga fatto tutto il possibile per conservarli e ricostruirne, ove possibile, la storia. Al tempo  stesso, riteniamo importante che episodi simili diventino un’occasione di riflessione pubblica, non  soltanto di indignazione momentanea. 

La montagna non ci appartiene: ci viene affidata, anche solo per il tempo di un’escursione.Il  nostro compito è lasciarla integra, rispettarne le testimonianze e consegnarla a chi verrà dopo di noi  almeno nelle condizioni in cui l’abbiamo trovata. 

Perché una vetta non si onora soltanto raggiungendola. La si onora soprattutto rispettandola.CONALPA – Sezione L’Aquila

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